giovedì 10 luglio 2008

I DUE CUCCIOLI

C’era una volta in un palazzo in periferia di una grande città una vecchietta cosi avara che quando mangiava le briciole di pane che cadevano a terra li raccoglieva e le conservava perla prossima volta. La vecchietta aveva due cagnolini che ogni volta che lei cucinava gli spaghetti con il sugo di pomodoro non gli le faceva neanche assaggiare. Durante la notte i poveri cuccioli non potevano dormire pensando di non potersi mangiare anche loro un bel piatto di spaghetti,e cosi una notte una dolce bella fatina prese al cuore il fatto dei due cagnolini e con la bacchetta magica fece diventare sul tavolo in cucina un bel piatto di spaghetti al sugo di pomodoro. In quella notte d’insonnia i due cagnolini si alzarono e si recano in cucina, ma quando videro quel bel piatto di spaghetti, non credevano ai suoi occhi si sono seduti e se lo mangiarono tutto e rimasero felici e condenti.

martedì 17 giugno 2008

L'umbriacone

C’era una volta un ubriacone che aveva nella tasca duecento euro e per non farsele rubare dal figlio che era peggiore di lui, li nascose in campagna nella sua proprietà, probabilmente sotto una pietra oppure dentro la cavità di un albero. Un giorno andò al nascondiglio a prendersi qualche moneta per comprarsi un fiasco di vino e non si ricordava più dove l’aveva messi e si mise a girare tutto il giorno senza nessuno risultato. In serata dopo aver cercato i suoi soldi senza alcun successo stanco morto si addormentò svegliandosi la mattina seguente con la sbornia che aveva ormai smaltita ricordantosi il nascondiglio prese un pò di soldi e dalla gioia si mette a saltellare e cadde facendosi male ad un piede. Sofferente dal dolore e zoppicando si reca a un supernercato e compra un fiasco di vino e se lo beve tutto davanti al figlio, e disse che aveva nascosto del denaro in campagna. Costui questo doveva sentire? E come un fulmine si recò in campagna e trova il nascondiglio, prese il denaro e andò anche lui ad ubriacarsi.

giovedì 12 giugno 2008

LA STORIA DI PELIKAN

C'era una volta un bambino dai capelli biondi e occhi neri. Amava trascorrere la maggior parte del tempo a giocare con i suoi amici, a volte se ne stava in disparte in un angolino sotto casa a pensare come sarebbe la sua vita da grande. Era cosi piccolo, ma il suo cuore aveva molto da dire. Viveva con i suoi genitori, una famiglia modesta e di sani principi, gli anni passarono il bambino divenne un bel giovane forte e muscoloso, si accorse che la vita in paese non gli offriva niente di bello, cosi decise di partire in cerca di fortuna. La mamma e il papà con un sorriso gli augurarono buona fortuna. Il treno era lì ad aspettarlo, salì con una lacrima sul viso e si salutarono. Il giorno successivo arrivò in città, era circondato da enormi edifici che sembravano dei castelli, una sensazione mai provata, si mise a camminare e si fermò vicino a un palazzo dove ospitavano persone senza tetto. Bussò e ribussò finché una guardia lo fece entrare, gli diedero da mangiare e una camera per dormire. Durante la notte cominciò a sentire degli strani rumori, si alzò dal letto e andò a vedere chi si era nascosto dietro le finestre, vide un gattino talmente piccino che lo prese in braccio e gli diede un po’ di latte e lo mise su una sedia e si addormentarono insieme. Era mattina, il sole iniziava a elevarsi dal cielo e regalava i primi colori del mondo, il giovane si alzò di gran fretta e andò in cerca di lavoro, gli offrirono un posto a lucidare le scarpe alle persone più ricche della città, la gente che passava rimasero colpiti per la sua bellezza e si chiesero chi era e da dove veniva. Il datore di lavoro per la gran folla che c'era, era costretto ad aumentare la paga. Arrivata la sera Pelikan che era il nome del giovane si mise a contare il denaro e lo nascose dietro un mattone, il gattino incuriosito andò a vedere e con un grande miagolio il denaro aumento di volume. Pelikan non riusciva a crederci ,cosi il gattino si trasformò in una bella ragazza e gli raccontò la sua avventura,"Ero stata trasformata da un incantesimo dal quale tu mi hai liberata, per dimostrarti la mia conoscenza ho raddoppiato i tuoi soldi e cosi non hai più bisogno di lavorare."Erano trascorsi sei lunghi anni,in città si respirava aria di primavera,Pelikan e la ragazza si erano innamorati e decisero di andare in paese a trovare i genitori ,arrivati a casa tutti corsero ad abbracciarli e con una gran festa riunirono la gente del paese e come tutte le fiabe vissero felici e contenti.

giovedì 10 aprile 2008

IL CAVALIERE DELLA ROSA BLU

C’era una volta un bel giovane cavaliere con un bel cavallo bianco e con un’armatura da guerra. Un giorno mentre lui proseguiva il suo cammino per raggiungere il campo di battaglia scese da cavallo per riposarsi un po’ e si addormentò sopra un campetto di fiori. Quanto si sveglia vide che vicino a lui era circondato dai fiori bellissimi e profumati, fra essi c’era una rosa blu molto bella, e la raccolse portandosela via con se. Durante il cammino il cavaliere sentiva un profumo soave della rosa che si sprigionava nell’aria ubriacandolo. Un bel momento la rosa blu si trasforma in una bellissima principessa, il cavaliere rimase molto perplesso dell’evento non credeva ai suoi occhi e pensava che forse il profumo della rosa che gli faceva questo effetto. La rosa blu era una principessa chera stata stregata da una cattiva strega trasformandola in una rosa. Il cavaliere come un colpo di fulmine della tale bellezza della principessa le chiese la sua mano e cosi dopo un po’ di tempo si sposarono e vissero felice e condente.

lunedì 24 marzo 2008

IL TAGLIA LEGNA

Tanto tempo fa in un grande castello viveva una bella fanciulla sembrava una bambola.,con i suoi occhi neri ed i capelli lunghi biondi. Amava passeggiare nei prati e ogni volta che scendeva in paese, gli abitanti si chiedeva chi era ,e soprattutto perche fosse sempre sola. Era incredibilmente bella che era invidiata da tutti,tranne dal taglialegna che non la considerava per niente. La sera prima di addormentarsi,i suoi pensieri erano rivolti a lui, per lei era un amore platonico. Intanto il tempo passava,e lei continuava a sperar per il suo amore,finche un bel giorno decise di andare a passeggiare nei boschi, da lontano sentii un rumore e un suono che la portava lungo quel sentiero dove all'improvviso in un grande cespuglio apparve un meraviglioso e gigante albero verde,che si lamentava. Improvvisamente appariva e altrettanto improvvisamente scompariva. Rimase in silenzio per tutto il tempo,non riusciva a esprimere una parola, com'era possibile che cio' accadesse,era la domanda che si chiedeva. Una foglia caduta da quel meraviglioso albero gli illuminava la via del ritorno.Lei non sapeva che in quel albero, era chiuso l 'amore che provava per il taglialegna. Un bel giorno decise,di ritornare da quel luogo incantato,ai suoi occhi apparve nuovamente quel bellissimo albero verde.,finalmente dalle sue labbra, uscirono delle parole d'amore e per incanto,apparve il suo grande amore,il taglialegna. Rimase per ore in silenzio ad ascoltare il suo bel principe,mentre gli raccontava che l'amore che provava per lui era cosi grande,che l'aveva imprigionato e trasformato in un albero. E come tutte le fiabe, la bella fanciulla e il taglialegna vissero felici e contenti.

sabato 15 marzo 2008

L'ANGELO E LA PRINCIPESSA


C’era una volta un ragazzo innamorato di una bella principessa con i capelli color biondo e ondeggiato come le onde del mare. Si volevano molto bene, ma, un giorno sfortunatamente il giovane muore con un incidente stradale, fu un brutto colpo per la principessa della perdita del suo amore scomparso per sempre e di non poterlo più accarezzarlo e amarlo. Ormai la sua vita senza il suo amor non contava niente e piangeva tutti i giorni che, le sue lacrime cadevano atterra dal dolore evaporando nel cielo formandosi lacrime di pioggia bagnando il suo cuore ferito dal dispiacere. Il ragazzo in cielo ormai diventato angelo non poteva più tornare sulla terra dalla sua amatissima principessa per abbracciarla ed amarla. L’angelo non poteva prendere pace nel paradiso senza poter accarezzare l’ultima volta la sua fidanzata sulla terra, e cosi un giorno andò a parlare con Dio per farlo scendere sulla terra e diventare come prima per un giorno. Dio prese al cuore la sua storia d’amore e lo lascia ritornare per un giorno sulla terra.

lunedì 4 febbraio 2008

La regina delle rose

La Regina delle rose viveva un tempo in un giardino segreto. Elegante e profumata, la sovrana aveva tutte le caratteristiche piu' belle dei fiori dai quali prendeva il nome. Viveva su una collina circondata da un roseto ricco e in perenne fioritura. Tutti gli abitanti del luogo le volevano bene e le riconoscevano molta saggezza. Le chiedevano consigli e la invitavano alle feste, dai matrimoni ai party di compleanno. La sua vita scorreva tranquilla, si godeva le belle giornate e stava al sole quando non scottava troppo, per non sciupare la pelle perfetta. Non aveva mai sentito il bisogno di uscire dal suo giardino incantato, perche' li' c'era tutto quello che la faceva felice. Oggi, ormai anziana, e' sempre stupenda e ricorda con orrore l'anno nel quale si innamoro'. Il suo cuore puro di fiore fu catturato dalla bellezza di un giovane suddito. Lui andava a trovarla tutti i giorni, insime parlavano e sognavno il futuro. Un giorno il ragazzo le disse che avrebbe voluto sposarla, ma non poteva presentarla agli amici. Lei era troppo bella,troppo perfetta, diversa da tutti. "Dovrai cambiare" disse il giovane, "e adattarti a noi". "Se cercherai di essere meno buona e gentile, meno solare e vivace, gli altri non mi faranno notare quanto siamo diversi". La Regina delle rose fu molto colpita e non riusciva a spiegarsi come poteva essere una buona cosa, diventare meno gentile e bella. Un giorno chiamo il suo innamorato e gli disse "Se tu mi ami, devi avere il coraggio di accettare tutto quello che sono. E se sono diversa dai tuoi amici,forse loro mi apprezzeranno per questo. Altrimenti non vale la pena di conoscerli. Non cambiero' per te, non rinneghero' quello che sono". Da allora i due non si sono mai piu' visti e la sovrana e' contenta di non aver accettato di diventare qualcun altro pur di essere accettata.