lunedì 24 marzo 2008

IL TAGLIA LEGNA

Tanto tempo fa in un grande castello viveva una bella fanciulla sembrava una bambola.,con i suoi occhi neri ed i capelli lunghi biondi. Amava passeggiare nei prati e ogni volta che scendeva in paese, gli abitanti si chiedeva chi era ,e soprattutto perche fosse sempre sola. Era incredibilmente bella che era invidiata da tutti,tranne dal taglialegna che non la considerava per niente. La sera prima di addormentarsi,i suoi pensieri erano rivolti a lui, per lei era un amore platonico. Intanto il tempo passava,e lei continuava a sperar per il suo amore,finche un bel giorno decise di andare a passeggiare nei boschi, da lontano sentii un rumore e un suono che la portava lungo quel sentiero dove all'improvviso in un grande cespuglio apparve un meraviglioso e gigante albero verde,che si lamentava. Improvvisamente appariva e altrettanto improvvisamente scompariva. Rimase in silenzio per tutto il tempo,non riusciva a esprimere una parola, com'era possibile che cio' accadesse,era la domanda che si chiedeva. Una foglia caduta da quel meraviglioso albero gli illuminava la via del ritorno.Lei non sapeva che in quel albero, era chiuso l 'amore che provava per il taglialegna. Un bel giorno decise,di ritornare da quel luogo incantato,ai suoi occhi apparve nuovamente quel bellissimo albero verde.,finalmente dalle sue labbra, uscirono delle parole d'amore e per incanto,apparve il suo grande amore,il taglialegna. Rimase per ore in silenzio ad ascoltare il suo bel principe,mentre gli raccontava che l'amore che provava per lui era cosi grande,che l'aveva imprigionato e trasformato in un albero. E come tutte le fiabe, la bella fanciulla e il taglialegna vissero felici e contenti.

sabato 15 marzo 2008

L'ANGELO E LA PRINCIPESSA


C’era una volta un ragazzo innamorato di una bella principessa con i capelli color biondo e ondeggiato come le onde del mare. Si volevano molto bene, ma, un giorno sfortunatamente il giovane muore con un incidente stradale, fu un brutto colpo per la principessa della perdita del suo amore scomparso per sempre e di non poterlo più accarezzarlo e amarlo. Ormai la sua vita senza il suo amor non contava niente e piangeva tutti i giorni che, le sue lacrime cadevano atterra dal dolore evaporando nel cielo formandosi lacrime di pioggia bagnando il suo cuore ferito dal dispiacere. Il ragazzo in cielo ormai diventato angelo non poteva più tornare sulla terra dalla sua amatissima principessa per abbracciarla ed amarla. L’angelo non poteva prendere pace nel paradiso senza poter accarezzare l’ultima volta la sua fidanzata sulla terra, e cosi un giorno andò a parlare con Dio per farlo scendere sulla terra e diventare come prima per un giorno. Dio prese al cuore la sua storia d’amore e lo lascia ritornare per un giorno sulla terra.

lunedì 4 febbraio 2008

La regina delle rose

La Regina delle rose viveva un tempo in un giardino segreto. Elegante e profumata, la sovrana aveva tutte le caratteristiche piu' belle dei fiori dai quali prendeva il nome. Viveva su una collina circondata da un roseto ricco e in perenne fioritura. Tutti gli abitanti del luogo le volevano bene e le riconoscevano molta saggezza. Le chiedevano consigli e la invitavano alle feste, dai matrimoni ai party di compleanno. La sua vita scorreva tranquilla, si godeva le belle giornate e stava al sole quando non scottava troppo, per non sciupare la pelle perfetta. Non aveva mai sentito il bisogno di uscire dal suo giardino incantato, perche' li' c'era tutto quello che la faceva felice. Oggi, ormai anziana, e' sempre stupenda e ricorda con orrore l'anno nel quale si innamoro'. Il suo cuore puro di fiore fu catturato dalla bellezza di un giovane suddito. Lui andava a trovarla tutti i giorni, insime parlavano e sognavno il futuro. Un giorno il ragazzo le disse che avrebbe voluto sposarla, ma non poteva presentarla agli amici. Lei era troppo bella,troppo perfetta, diversa da tutti. "Dovrai cambiare" disse il giovane, "e adattarti a noi". "Se cercherai di essere meno buona e gentile, meno solare e vivace, gli altri non mi faranno notare quanto siamo diversi". La Regina delle rose fu molto colpita e non riusciva a spiegarsi come poteva essere una buona cosa, diventare meno gentile e bella. Un giorno chiamo il suo innamorato e gli disse "Se tu mi ami, devi avere il coraggio di accettare tutto quello che sono. E se sono diversa dai tuoi amici,forse loro mi apprezzeranno per questo. Altrimenti non vale la pena di conoscerli. Non cambiero' per te, non rinneghero' quello che sono". Da allora i due non si sono mai piu' visti e la sovrana e' contenta di non aver accettato di diventare qualcun altro pur di essere accettata.

giovedì 31 gennaio 2008

Un contadino

C’era una volta un pastore mentre pascolava le sue pecorelle decide di fare uno scherzo ai
contadini che lavoravano nei campi- e si mise a gridare, aiuto al lupo al lupo, i contadini andarono a vedere per cacciare il lupo, ma, quando arrivarono sul posto non c’era nessun lupo e cosi per due volte di seguito il pastore prese in giro i contadini. La terza volta il lupo andò veramente a sbranare le sue pecore e si mette a urlare aiuto al lupo al lupo ma nessuno andò in aiuto perché pensarono che fosse uno scherzo. Cosi il povero pastore da quel giorno capì di non dire più bugie che prima o poi potranno cadere su se stessi.

domenica 27 gennaio 2008

Lo chiamarono lupa il cucciolo abbandonato

Nel mese di luglio 2007 un povero cucciolo abbandonato non sapendo dove andare si rifugia sotto un pianerottolo di una casa. IL cane avendo molta fame si mise abbaiare disturbando la padrone di quella casa, e questa senza esitare prende un bastone e lo riempì di botte. Il povero cucciolo sofferente e impaurito si allontana da quel posto e si avvicina davanti casa mia,io vedendolo in quel modo mi è dispiaciuto molto e gli ho dato da mangiare . Era un bel cane ma non potevo tenerlo con me , ora il cane ha più di 8 mesi e diventato molto grande e vive nei paraggi del vicinato. I vicini non lo possono vedere e gli tirano pietre per mandarlo via, ma ,lui ormai non sa dove andare e si nasconde da una parte all’altra per non farsi prendere. Un giorno la strega che l’aveva bastonato mandò il vigile a casa mia.Buongiorno signor vigile cosa desidera?Lui rispose:i vicini di casa hanno reclamato che c'è un cane che da fastidio e devi risolvere questo problema di se stimarlo ,io gli rispose...Il cane non e mio le ho dato solo da mangiare a questa povera bestia,comunque questo e compito vostro di prendere il cane e se stimarlo da qualche parte.Il vigile se ne andò e lupa rimase nel villaggio giocando con gli altri cani nel mando di neve.

mercoledì 26 settembre 2007

LA LEGENDA DEL MONACO



(U PALAZZU DU MONACHIADRU)
In un palazzo molto antico in un piccolo paesino da 300 abitanti della Calabria si racconta che una volta cera un piccolo omino che sul capo portava un berrettino e vestito da monaco, lo chiamavano u monachiadru. Chi riusciva quanto lui appariva a togliere il berrettino della testa le poteva chiedere molte cose, denaro, oro ecc è il desiderio sarebbe stato sauditi. In quel periodo la popolazione di quel paesino era molto povere e molte persone speravano tanto di vedere u monachiadru per prenderle il berrettino e di esprimere un desiderio. Ma, quanto appariva nessuno mai e riuscito a togliere il berrettino dal capo, si faceva una risata e poi spariva nel nulla. E dallora in quel piccolo paese è rimasta la legenda del monachiadru.

giovedì 20 settembre 2007

LA LEGENTA DEL PASTORE


Si dice che in una montagna c’era un paesetto dove viveva un pastore.
Un giorno il pastore mentre stava pascolando il suo gregge per magia, si apre una fessura nella roccia, in cui si trovava vicino. Lui era molto curiosa dell’avvenimento e si avventura ad entrare nella grotta per vedere cosa c’era. Il pastore non crede ai suoi occhi, vede un tesoro di bracciali, collier, calice, campane e campanelli d’oro. Il pastore si toglie la cintura dei pantaloni è infila le campane per portarsele via: Ha un bel momento sente una voce che diceva a lupo a lupo, e scappa via lasciando le campane infilate alla cinghia. Guarda intorno e non verde nessuno neanche l’ombra del lupo e così ritorna alla grotta per prendere le campane, ma, non trova più la grotta perché per magia si chiude. Il pastore non ha saputo approfittare dell’occasione di diventare ricco perché lui doveva prendere il tesoro e scappare subito fuori della grotta, invece pensava alle sue pecorelle di appendere un campanello al collo ad ognuna di loro, dicendo questa la metto a Bianchina questa a margherita e cosi via.